DEDONI (Riformatori): Maltempo, Regione metta in mora l’Anas per la sicurezza delle strade sarde

“E’ inaccettabile che, dopo gli eventi calamitosi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e che alla Sardegna hanno causato danni gravissimi e la perdita di diverse vite umane, l’Anas non abbia mosso un dito per mettere in sicurezza la nostra rete stradale, tanto che, non appena si verificano delle precipitazioni abbondanti come quelle di ieri, ci ritroviamo con alcune delle più importanti strade statali chiuse al traffico e con interi tratti di strade provinciali distrutti, senza dire degli enormi pericoli che corrono gli sventurati i quali, per lavoro o per gravi emergenze, si trovano a doversi spostare in auto nelle giornate di pioggia”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“L’elenco dei disastri è interminabile, si va dai crolli lungo la
SS 195, che lasciano isolata la vasta area che da Cagliari va verso
Capoterra e oltre, alle frane sulla SS 125 e sulla vecchia Orientale
Sarda, che hanno reso irraggiungibili l’Ogliastra e il Sarrabus, oltre
agli allagamenti che fino a stamani hanno bloccato il traffico intorno
al capoluogo, sulla SS 131 e sulla SS 554”, sottolinea Dedoni.

“Quali siano le strade più a rischio in caso di forti precipitazioni, è noto ormai da tempo. L’Anas, però, oltre a non aver riparato quasi nessuno dei danni causati dalle alluvioni degli anni passati, non ha fatto nulla per mettere in sicurezza delle arterie che collegano decine di migliaia di sardi e che, tra errori nella progettazione e nell’esecuzione e ritardi nelle manutenzioni, versano in condizioni indegne di un paese civile”.
“Nei prossimi giorni presenterò un’interrogazione urgente alla
Giunta regionale, per chiedere di mettere in mora l’Azienda affinché si faccia carico di quegli interventi di manutenzione e messa in sicurezza che vengono sistematicamente ignorati”, conclude il capogruppo.

“L’Anas continua a trattare la Sardegna come se fosse l’ultima delle colonie, infischiandosene non soltanto della mobilità dei sardi, ma anche della loro incolumità. Fermo restando che l’unica soluzione resta sempre la costituzione di un’agenzia della Regione che assuma la gestione della rete viaria isolana, dando il benservito a una società che dalla Sardegna ha sempre intascato fior di quattrini senza dare in cambio praticamente nulla, è ora che l’esecutivo si muova per evitare che qualsiasi acquazzone rischi di trasformarsi in una tragedia”.