Legge urbanistica, maggioranza cerca ogni pretesto per far arenare il dibattito

“L’economia sarda, per sperare in un rilancio, ha disperatamente bisog  nodi una nuova legge urbanistica approvata in tempi brevi. I segnali checontinuano ad arrivare dal centrosinistra, però, sono di segno opposto:
tra rinvii, vertici di maggioranza e confronti pubblici, sembra che la
coalizione che governa la Regione si stia impegnando a cercare ogni
pretesto possibile per far finire nel dimenticatoio il testo presentato
dalla Giunta”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Il comparto dell’edilizia, quello turistico e quello artigiano, in
particolare, lamentano lo stato di crisi in cui versano a causa della
mancanza di una normativa urbanistica che consenta di superare il blocco edificatorio imposto dal Piano paesaggistico regionale e solo in parte mitigato dal ‘Piano Casa’ adottato nella passata legislatura”,
sottolinea Dedoni. “Il tema doveva essere affrontato molto prima. Il
fatto che sia stato messo in discussione soltanto nell’ultimo anno di
mandato dell’esecutivo, con una ‘falsa partenza’ su cui sarebbe stato
fin troppo facile scommettere, non fa ben sperare: l’impressione è che, al di là dei proclami, ci troviamo davanti al solito centrosinistra
ostaggio delle sue componenti più ideologizzate. Da un lato la
maggioranza, all’indomani di una cocente sconfitta elettorale, cerca di mostrare all’opinione pubblica un volto dialogante e aperto all’ascolto delle istanze che provengono dalla società, ma dall’altro si inventa ogni possibile scusa per far arenare l’iter della legge prima ancora che arrivi in Aula”.
“A ulteriore dimostrazione del fatto che, ancora una volta, si
rischia che l’ideologia abbia il sopravvento sulle necessità dei sardi,
c’è il fatto che il dibattito si sta concentrando esclusivamente sugli
insediamenti turistici nella fascia costiera”, conclude il capogruppo.
“A nessuno sembra importare alcunché del rilancio delle zone interne, sia in termini produttivi che in chiave turistica, eppure è proprio questo che ci si aspetta dalla nuova legge urbanistica. Si continua a litigare per aggiungere o togliere un mattone nelle strutture ricettive dei centri balneari, e intanto la fame di lavoro e sviluppo della Sardegna resta inascoltata”.