DEDONI: Chiusura sedi Inps, dopo due mesi ancora nessun impegno da parte della Giunta

“Siamo ancora in attesa, e con noi migliaia di cittadini sardi, che la Giunta regionale dia qualche segno di vita per quanto riguarda la chiusura delle sedi subprovinciali dell’Inps in Sardegna. A parole, Presidente e Assessori sono sempre pronti a sbandierare il loro impegno nella lotta allo spopolamento e alla desertificazione delle zone interne dell’Isola, magari accompagnandolo con promesse di stanziamenti a otto zeri. Quando si tratta di garantire i servizi pubblici nei territori, però, il silenzio si fa assordante”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, parlando del piano per la riorganizzazione dell’ente previdenziale nazionale, che prevede la chiusura di undici sedi sul territorio regionale.
“Due mesi fa ho presentato un’interrogazione per chiedere conto della prevista chiusura della sede subprovinciale di Ghilarza e del ridimensionamento, in atto ormai da anni, della sede provinciale di Oristano”, ricorda Dedoni. “Altre interrogazioni analoghe sono state presentate, nei giorni seguenti, da diversi consiglieri regionali di tutti gli schieramenti. Nessuna di queste ha ricevuto una risposta e nessuno sa se e quando l’esecutivo intenda occuparsi di un problema di tale gravità, in un’Isola che, sia a causa dell’invecchiamento della popolazione che per colpa della crisi economica che si protrae da tanti anni, si trova suo malgrado a dipendere in larga parte, per il suo sostentamento, dalle pensioni e dagli ammortizzatori sociali erogati dall’Inps. Tra disservizi di ogni genere e ritardi nell’erogazione delle prestazioni, la soppressione di numerose sedi non farà che peggiorare la situazione attuale, andando a colpire ancora una volta i cittadini più deboli”.
“Dispiace vedere come, tra le tante interlocuzioni aperte dalla Giunta con il Governo nazionale ‘amico’, manchi del tutto quella sulla presenza dei presidi dello Stato nelle aree periferiche e disagiate della Sardegna”, conclude il capogruppo. “Mentre si sbandierano come trionfi il rimborso di 15 milioni di accantonamenti a partire dal 2019, a fronte delle centinaia di milioni che lo Stato trattiene ogni anno dalle nostre quote erariali, e la liberazione dalle servitù militari di alcune spiagge, i problemi delle zone interne sembrano interessare all’esecutivo solo per le consuete promesse mirabolanti da campagna elettorale: gli impegni concreti continuano a latitare, mentre la Sardegna somiglia sempre più a un deserto fatto di una fascia balneare rinomata in tutto il mondo e pochissimo altro”.