Cossa e Meloni (Riformatori): Agenzia Sarda Entrate. Quale vittoria? Maggioranza bocciata clamorosamente

La Corte Costituzionale con la sentenza n.245 del 29.11.2017 ha giudicato la legge regionale n.25 del 2016 che istituiva l’agenzia sarda delle entrate e il cui vero cuore era costituito dalla previsione che le entrate di spettanza della regione dovessero affluire direttamente all’ASE e che poi da li, tramite una delibera di giunta regionale, fossero riversate nelle casse della regione.
Insomma questo specifico punto, ove entrato effettivamente in vigore, avrebbe rappresentato una vera e propria rivoluzione tributaria e fiscale.
La Corte Costituzionale con la sua sentenza ha detto in sostanza che l’ASE può certo controllare, l’andamento dei tributi ma habocciato quella che rappresentava l’arrosto, cioè il trasferimento della raccolta tributaria dallo Stato alla Regione.
Insomma, dice la Corte, la Regione ha il potere di verificare che i conti siano esatti e se lo vuol fare tramite una specifica agenzia lo faccia pure (sottinteso, basta che se la paghi ) e se vuol fare una legge per chiedere allo Stato di devolvergli funzioni, cosa che poteva fare senza una legge, faccia pure anche quello.
La stessa Regione, nella sua difesa, ammette che le cose stanno proprio così quando afferma che “l’attività di controllo delle entrate ….omissis….. sarebbe completamente estranea al procedimento di “accertamento” e di “riscossione” dei tributi. “
Insomma una legge pressoché inutile, dice la Corte, fate quello che volete ma a raccogliere direttamente i soldi non ci pensate neppure.
Una sentenza di chiarezza disarmante e di portata devastante per la Giunta e lo stesso Consiglio che hanno rispettivamente proposto ed approvato una legge che, per pacifica ammissione degli stessi avvocati della Regione, non serve assolutamente a niente.
Di fronte ad una bocciatura così clamorosa ci si aspetterebbe che i proponenti si cospargessero il capo di cenere ma invece leggiamoproclami trionfali del Presidente e dell’assessore Paci, forse il maggior responsabile di questa farsa.
Insomma, la parte della legge che la Corte lascia in piedi è totalmente superflua, salvo che l’inutile ASE costerà qualche milione di preziosi soldi dei sardi ma la si farà per dare qualcosa al Partito dei Sardi che deve poter esibire un trofeo, sia pure fasullo, ai suoi elettori.
La stessa difesa della Regione ammette che si tratta di norme a valenza puramente interne alla Regione ma Presidente, Assessore e partito dei Sardi loro si dichiarano soddisfatti, addirittura entusiasti !
Appaiono davvero patetici i commenti del Partito dei sardi, che sogna ad occhi aperti non meglio precisate “inversione dei flussi”, accelerazioni di “ trasferimento delle funzioni di accertamento e riscossione”, insieme a illusori inviti a “guardare con ambizione e creatività ad una propria politica fiscale”, qualunque cosa ciò significhi.
In questo caso però è davvero difficile dargli retta, la Giunta, la maggioranza, incluso il Partito dei Sardi, hanno portato la Regione all’ennesimo scontro contro un muro.