Sassari città trascurata: il libro nero dei Riformatori

Disservizi e disagi

«A Sassari il turismo non è di casa». È questo quello che i Riformatori Sardi sostengono verso una città che ha tanto da offrire, ma che pecca su importanti valori attrattivi per un turista curioso.

«Un viaggio come un’odissea», così è stato definito dal coordinamento, che spiega disservizi e disagi di un turista già all’inizio del suo viaggio, con l’arrivo alla stazione dei bus in via Padre Zirano, ad oggi non adeguata, seppur con lavori in corso. Il mancato punto di informazione non facilita poi le cose per un viaggiatore, disorientato fra le vie di una città sconosciuta. «Il turista è completamente lasciato a se stesso», ha detto Michele Saba, «ipotizziamo il caso che venisse per il week-end. Si troverebbe con un ufficio informazioni turistiche aperto il sabato solo di mattina, e inspiegabilmente chiuso la domenica ed il lunedì». Ad attenderlo, infatti, un cartello appeso sul cancello della fontana Rosello con scritto un elenco di siti da visitare ma non sempre accessibili: «Il Barbacane, il fossato del Castello, è perennemente chiuso eppure è costato centinaia di migliaia di euro», ha ribadito il coordinatore provinciale Michele Solinas. «In passato abbiamo acceso i riflettori sulla degradante situazione della Villa Pozzo-Caria, chiedendo che venisse restaurata ed inserita negli itinerari turistici, e non abbiamo ricevuto risposta».
Non si arrende, dunque, il coordinamento dei Riformatori che prosegue con la sua linea politica basata sulla segnalazione di anomalie e ritardi in città, avanzando proposte e consigli nell’intento di rendere Sassari una città modello.

Fonte: Unione Sarda - (i. t.)