Dedoni: Rete ospedaliera, da Cal atto di vera giustizia e lotta concreta allo spopolamento

“A nome di tutti i sardi che vivono nelle aree più periferiche e disagiate dell’Isola, ringraziamo il Consiglio delle Autonomie Locali per l’attenzione mostrata nel voler adottare un atto di vera giustizia e di lotta concreta allo spopolamento e alla desertificazione della Sardegna, esprimendo parere contrario al Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera presentato dalla Giunta regionale”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Le preoccupazioni espresse dai sindaci nel parere appena deliberato dal Cal sono le stesse che da mesi vengono portate avanti dai territori più colpiti dal disegno accentratore del centrosinistra, che punta a tagliare selvaggiamente l’assistenza sanitaria nelle periferie per recuperare le risorse necessarie a potenziare l’offerta nei propri bacini elettorali”, sottolinea Dedoni. “E’ l’esatto contrario di ciò che ci si aspetterebbe da una vera riforma della sanità, alla quale i cittadini chiedono che il diritto alla salute sia riconosciuto in maniera uguale a tutti i sardi, vale a dire che gli abitanti di ogni zona dell’Isola possano accedere a un’assistenza medica di livello adeguato e agli stessi costi, compresi quelli da sostenere per gli spostamenti”.
“A questo punto ci aspettiamo che il Consiglio regionale, ma prima ancora la stessa Commissione Sanità, sappia cogliere il segnale lanciato dalla gran parte dei territori e che rispedisca al mittente il Piano affinché venga riscritto da cima a fondo”, conclude il capogruppo. “Una vera riforma della sanità deve partire dall’ascolto delle esigenze dei singoli territori, perché l’assistenza territoriale è il primo tassello nell’organizzazione del sistema. Il centrosinistra, invece, ha voluto procedere all’inverso, ridistribuendo i posti letto prima ancora di aver deciso come strutturare il sistema sanitario e delegando anzi il compito più importante all’Atto aziendale adottato in regime assolutistico dal direttore generale dell’Ats. Così si distrugge la sanità in Sardegna, per questo i territori sono in rivolta e non intendono subire passivamente una riforma pensata solo in funzione degli interessi politici del centrosinistra”.