DEDONI: Finanziaria, si prevedono tempi lunghi per mancanza di risorse

“L’opposizione sarebbe la prima ad essere soddisfatta se davvero, come si augura l’on. Sabatini, la Regione fosse in grado di dotarsi del proprio bilancio per il 2018 entro la fine di quest’anno. Al di là dell’intenzione di far pervenire qualche messaggio sottotraccia all’assessore Paci, che rientra evidentemente in questioni interne al centrosinistra in cui non ci interessa addentrarci, giova però ricordare che Giunta e maggioranza non sono mai state in grado, in questa legislatura, di approvare la manovra finanziaria entro i termini previsti e che, visto lo stato delle entrate regionali, anche per quest’anno si parla più di una chimera che di un reale obiettivo”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi per l’Europa in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, replicando a quanto affermato in questi giorni sui quotidiani dal presidente della Terza Commissione, Franco Sabatini.
“E’ vero che è necessario sostenere l’economia e superare le emergenze dei vari comparti”, sottolinea Dedoni. “L’agricoltura, l’artigianato, il turismo, l’industria: tutti hanno bisogno di sostegno. Servono delle politiche attive del lavoro, che oggi non esistono. Che fine ha fatto, ad esempio, la formazione professionale? C’è da investire sulla continuità territoriale, sulla viabilità interna, sulla gestione delle risorse idriche, oltre a ripianare il deficit sanitario. Insomma, servono migliaia, non solo centinaia, di milioni di euro. E con quali risorse pensa di farlo, l’on. Sabatini, considerato che la Regione non è sicura neanche di riuscire a tirar fuori 35 milioni per affrontare lo stato di emergenza del comparto agropastorale? Al di là degli slogan, è evidente che ci aspetta un teatrino già visto: improbabili appelli al Governo affinché ci conceda la clemenza di ridurre l’ammontare degli accantonamenti, nessuna azione seria per imporre allo Stato il versamento di tutte le quote erariali che ci spettano ai sensi dell’art. 8 dello Statuto, qualche amichevole pacca sulla spalla dal ministro di turno e un bilancio da inventare, che nella migliore delle ipotesi sarà approvato ad aprile senza neanche le risorse per finanziare le spese più necessarie”.
“Per quanto riguarda le zone interne, invece, sarebbe opportuno che la commissione consiliare competente si decidesse ad esaminare le tante proposte di legge che sono state presentate”, conclude il capogruppo. “Si riuscirebbe così, finalmente, ad affrontare le tematiche dello spopolamento e della desertificazione con uno straccio di progettualità politica, anziché ripulirsi la coscienza in vista delle elezioni con uno stanziamento generico in bilancio: si potrebbero ottenere risultati migliori investendo meno risorse. E non si rischierebbe neanche di perdere i fondi comunitari, come invece si sta facendo ora con una programmazione territoriale lenta, farraginosa e calata dall’alto, che non affronta nessuno dei veri problemi delle zone interne”.