Il parcheggio sotto le mura si deve fare

Pubblichiamo la lettera di Franco Meloni (Centro studi Riformatori sardi) inviata e pubblicata dal quotidiano on line Sardinia Post.

Egregio direttore, a nome del Centro Studi dei Riformatori Sardi mi permetto di chiedere la sua ospitalità poiché riteniamo un dovere civico non lasciar passare sotto silenzio il pezzo che Giorgio Todde ha testé dedicato all’erigendo parcheggio sotto le mura del Castello.

parcheggio sotto le muraIl mio amico Giorgio, quando sente la parole cemento, edificio, costruzione et similia , letteralmente non ci vede più, nonostante di professione faccia l’oculista !

Esprime con toni apparentemente pacati, ma violentissimi nella sostanza, un punto di vista che conosciamo bene tutti quanti, quello del no a qualunque cosa, se fosse per lui non esisterebbero il Partenone o il Colosseo, Cagliari non ci sarebbe e vivremmo tutti dentro grotte naturali o sotto alberi immensi e ombrosi.

E soprattutto che tutti quelli che non la pensano come lui sono palazzinari, incolti, distruttori dell’ambiente, speculatori e chi più ne ha più ne metta, insomma gli viene difficile credere che ci sia qualcuno in buona fede che la pensa diversamente.

Non è solo Giorgio a pensarla così ovviamente, esprime l’opinione di una minoranza chiassosa e sempre pronta ad intervenire in qualche modo, una minoranza che ha difficoltà ad accettare e rispettare le regole della democrazia, insomma le decisioni della gente.

Il popolo gli fa ribrezzo, una massa di somari ignoranti e che non hanno avuto in dono da madre natura – come loro- la raffinatezza culturale per capire cosa è giusto fare in ambito ambientale, urbanistico, paesaggistico etc etc

La Giunta, democraticamente scelta, che governa la città è ironicamente definita “moderna sinistra ecologica”, quella precedente era “metro cubica”, entrambe immagino ispirate dalla “filosofia della birretta che regge una certa urbanistica alcolica locale”: insomma, non lo dice ma lo fa capire, ubriaconi che progettano opere devastanti tra i fumi dell’alcool.

Ma la cosa che fa più paura è la assoluta certezza di essere nel giusto, il trasportista ha detto così, la matematica cosà,il PAI lo interpreta lui nella maniera corretta, dal Castello si scaricano acque verso Villanova e quindi meglio non fare nulla, lasciamo in bella vista quell’orrendo mare di lamiera.

Non conta che fior di ingeneri e di tecnici dicano esattamente il contrario, cioè che l’opera si può fare senza alcun pericolo, che ci siano esempi assolutamente positivi ( a Roma, in un contesto ambientale e archeologico ben più delicato di quelli cagliaritani sono stati fatti parcheggi e tunnel senza alcun danno ), che ci siano urbanisti che la ritengono importante, non conta nulla, la verità la sa Giorgio Todde.

Il punto di vista di Giorgio è ben noto, del resto è sempre lo stesso da anni, no a tutto , stupirebbe semmai che avesse perso un’occasione come questa per continuare a propagandarlo.

Non ha molti argomenti per opporsi, si oppone  a prescindere,  cita esempi che non c’entrano nulla, affastella fatti ed episodi completamente slegati tra di loro fino al tentativo di addebitare ai poveri sessantenni cagliaritani la distruzione di Tuvixeddu che invece era purtroppo abbandonata al suo triste destino forse da secoli.

Cita il Poetto , che certamente ha vissuto un ripascimento disgraziato,ma dimenticando di dire che quando è stato fatto l’intervento la spiaggia dei nostri padri e della nostra giovinezza non c’era già più da un pezzo, altro che “secoli e millenni”, era ridotta ad una sottile striscia di sabbia che faceva piangere al solo guardarla.

Giorgio Todde sogna una Sardegna fatta di disegnatori di gioielli artigianali, di incisori di maschere di cuoio, di coltivatori di pomodori e verdure senza fertilizzanti, dimentica che la Sardegna è già stata così come la sogna lui, ma era una Sardegna di morti di fame, di poveracci che vivevano al limite della sussistenza.

Quando il Fascismo aprì le miniere di Carbonia la gente vi si precipitò da ogni dove, a scavare carbone a trecento metri sotto terra e a rovinarsi i polmoni con la silicosi, tutto pur di avere uno stipendio che gli consentisse una vita degna di tal nome, che gli consentisse di fare e di crescere dei figli in maniera dignitosa.

Se i sardi vogliono tornare ai tempi dell’ambiente incontaminato, dello zero cemento o quasi, possono farlo ma lo debbono decidere loro liberamente, non lo possono decidere Giorgio Todde o i suoi amici radical-chic-ambientalisti.

Ma bisogna tenere a mente che tutte le scelte hanno un prezzo, non esiste pasto gratis diceva Amartya Sen, non si può dire di no ai gasdotti, ai gassificatori, all’estrazione del metano e poi protestare perché l’energia in Sardegna costa il 30 % in più del resto del paese.

E per carità, le sensibilità ormai sono tali che nessuno sano di mente vuole distruggere quel bellissimo ambiente che la natura ci ha regalato,ma insomma qualcosa bisogna concedere se si vuole vivere civilmente, non possiamo tornare nelle grotte !

Todde dice che “Quando non si hanno argomenti ci si rifugia nei toni” e mi pare proprio che il suo pezzo sia un esempio tangibile di ciò, non ha argomenti o almeno se li ha non li espone, proclama verità rivelate, si limita ad una feroce filippica verso chi non la pensa come lui, per poi concludere con un “E prima o poi viene giù” dal sapore vagamente iettatorio.

Però ci sono cittadini qualsiasi, come me, per esempio, che non sanno scrivere bene come Giorgio ma che ciononostante si permettono di ritenere che il parcheggio sia utile e che si debba fare, che liberare via Santa Margherita da quell’ammasso di lamiere che sono i parcheggi in superficie sia un fatto importante per la bellezza e la godibilità della città, che l’ambiente sia trasformabile con attenzione e con amore, che si possa intervenire senza dovere per forza distruggerlo.

Io non sono, e tanto meno lo sono i Riformatori,  sospettabile di essere un supporter dell’attuale Giunta Comunale ma noi siamo abituati a riconoscere le cose buone e ad appoggiarle, chiunque le proponga e le porti avanti.

Tra l’altro si tratta di una cosa che nasce da una rielaborazione di un progetto della precedente maggioranza comunale.

In questo caso la Giunta sta facendo bene e c’è un ampia maggioranza di cagliaritani che la supporta in questa scelta: vada avanti, Sindaco Zedda, non si faccia impressionare dai professionisti della  protezione dell’ambiente, Cagliari sarà più bella se riuscirà a togliere dalle strade le automobili, più ne toglie e meglio è.

Franco Meloni
Centro Studi Riformatori Sardi

1 Commento per “Il parcheggio sotto le mura si deve fare”

  1. Roberto

    E’ sempre un piacere leggere il pensiero di Franco Meloni: ironico, esposto con garbo e assolutamente condivisibile.

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